

Nata da un operaio del quotidiano Il Piccolo di Trieste, Jole Silvani mosse i primi passi nel mondo dello spettacolo a soli diciotto anni, unendosi a una compagnia di varietà dialettale, la "Triestinissima". Sotto la guida di Angelo Cecchelin, icona del cabaret triestino, conquistò rapidamente il cuore del pubblico, restando legata a lui fino al suo ritiro negli anni '50. La compagnia, oltre a esibirsi nelle località vicine, portò il teatro dialettale in giro per l'Italia, persino in Sicilia, mentre Jole sottolineava il suo instancabile impegno, con soli 38 giorni di riposo in sedici anni. La sua carriera si espanse anche nella radio con EIAR a partire dagli anni '30 e, alla fine degli anni '50, si unì a Paolo Poli per un lungo periodo di 14 stagioni, collaborando anche con Franco Enriquez. Sebbene il suo esordio cinematografico avvenne con Aldo Fabrizi in La famiglia Passaguai (1951), il suo vero apporto al cinema, diretto da grandi nomi come Federico Fellini e Mario Monicelli, rimase marginale rispetto alla sua carriera teatrale, che si estese per quasi quarant'anni. Jole fu compagna di vita di Cecchelin fino alla sua scomparsa nel 1964, da cui nacque un figlio, Guido, e, poco prima di morire, iniziò a scrivere un'autobiografia, mai pubblicata.