

Nato in una famiglia di artisti, Ernesto Almirante, secondogenito dell'attore Nunzio, è immerso sin da bambino nell'universo della recitazione. Con i suoi fratelli Giacomo, Luigi e Mario, cresce tra le quinte del teatro, affiancando il padre nel suo lavoro. Nonostante la sua corporatura esile lo relegasse spesso a ruoli secondari, decide nel 1935 di seguire il consiglio di Guido Brignone e debuta nel cinema con un piccolo ruolo in Passaporto rosso, scoprendo così una nuova dimensione che gli si adatta meglio. Il suo esordio risale al 1919, nel periodo del cinema muto, con Federica d'Illiria. Con il passare degli anni, il suo talento brilla in numerosi film, interpretando personaggi vivaci e bizzarri, spesso nei panni di anziani eccentrici. Collabora con illustri registi, tra cui Luigi Zampa e Federico Fellini, e la sua versatilità gli consente di lasciare un'impronta nel cinema italiano. Confuso talvolta con i suoi fratelli, il suo nome compare erroneamente nei titoli di La figlia del Corsaro Verde. Nel 1955, dopo una lunga carriera, si ritira in una casa di riposo per attori a Bologna, dove compare anche in un documentario. Era anche zio di Giorgio Almirante.