

Nelle distese sabbiose che circondano Timbuktu, la vita di Kidane scorre tranquilla, immersa in un'esistenza semplice con la sua compagna Satima, la loro vivace figlia Toya e il piccolo Issan, custode della loro preziosa mandria. Tuttavia, la bellezza del loro mondo viene oscurata dalla presenza opprimente di un regime fondamentalista che ha ridotto il villaggio a una prigione silenziosa, dove le libertà più basilari sono spazzate via. La musica e il divertimento sono ricordi lontani, e le donne, pur costrette a nascondere i propri volti, continuano a lottare per mantenere la loro identità. La serenità della famiglia di Kidane viene infranta da un tragico incidente: la morte di Amadou, il pastore che ha provocato la perdita del loro amato bue, Gps. Questo evento, apparentemente banale, segna l'inizio di un conflitto inarrestabile tra la volontà di proteggere i propri cari e le oppressive leggi imposte dai jihadisti. Kidane si trova a dover fare i conti con le conseguenze delle sue azioni, mentre il terrore della giustizia arbitraria si avvicina sempre di più.