

In un'epoca segnata da conflitti e ideologie estreme, Søren Kam emerge come una figura controversa. Attraverso testimonianze e materiali d'archivio, il documentario esplora la vita di Kam, un ex nazista che ha mantenuto le sue convinzioni fino in età avanzata. La sua storia si intreccia con riflessioni sul male, la responsabilità e il perdono, mentre il regista Ole Retsbo indaga l'impatto duraturo delle sue azioni e le conseguenze di una vita dedicata a ideali distruttivi. La tensione cresce con il confronto tra passato e presente, spingendo lo spettatore a interrogarsi sulle scelte morali e le eredità dell'odio.