

In "Slahi und seine Folterer", il documentario rivela la drammatica storia di Mohamedou Ould Slahi, imprigionato per anni a Guantánamo Bay senza accusa formale. Attraverso interviste esclusive e testimonianze di chi ha partecipato alla sua detenzione, il film scava nel profondo delle sue esperienze e del sistema che lo ha perseguitato. Mentre Slahi lotta per la sua libertà e dignità, il conflitto centrale emerge tra il desiderio di giustizia e il peso delle atrocità subite, creando un'atmosfera di tensione e riflessione profonda sulla natura della verità e della tortura.