

Salman Rushdie : la mort aux trousses
Nel cuore degli anni '80, Salman Rushdie, un autore di origini indiane e britanniche, lancia una provocazione letteraria con il suo controverso romanzo «I versi satanici». Questa audace opera scatena una tempesta di indignazione, attirando l’ira dell’ayatollah Khomeini, che emette una fatwa che segna l'inizio di un'esistenza di paura e clandestinità per Rushdie. Costretto a vivere come un fuggitivo, si ritrova a navigare in un labirinto di intrighi politici e culturali, dove la sua voce, un tempo vibrante, è soffocata dall'ombra di un potere oppressivo che minaccia la sua libertà e la sua vita. In un contesto di tensione internazionale, la sua lotta per la sopravvivenza si intreccia con il dibattito su libertà di espressione e tolleranza, mettendo in luce le fragilità della democrazia in tempi di crisi.