

Nella tumultuosa Roma degli anni '30, Raul si erge come un pensatore solitario, immerso in un'atmosfera opprimente e carica di tensioni. Convinto che la forza e la supremazia debbano essere manifestate, redige un saggio provocatorio sul tema del "diritto di uccidere". Questo ideale sfocia in atti crudeli e imprevisti quando, in un momento di follia, decide di eliminare una vecchia usuraia e sua sorella, tornando immediatamente a sentirsi vuoto e insoddisfatto. Sconvolto dalla banalità della sua azione e dalla mancanza di nobiltà nel suo gesto, Raul si ritrova a vagare per i labirintici corridoi del Palazzo di Giustizia, intrappolato tra i suoi pensieri e il peso della sua scelta. Mentre il mondo esterno si manifesta come una vetrina di ipocrisia e apparente grandezza, il suo incontro con Sonia, una prostituta in cerca di redenzione, lo costringe a riflettere su ciò che significa davvero vivere e combattere per una causa, offrendo uno squarcio di speranza in un universo altrimenti desolante.