

In un contesto devastato dalla guerra nei Balcani, due uomini provenienti da fazioni opposte, un serbo e un bosniaco, si ritrovano intrappolati in una trincea desolata. La situazione si complica ulteriormente con la presenza di un terzo soldato, incastrato su una mina e in attesa di una possibile esplosione. Mentre il conflitto infuria attorno a loro, il trio si ritrova a confrontarsi non solo con la paura e la disperazione, ma anche con le loro pregiudiziali e le differenze culturali. Le forze dell'Onu, presentate come salvatori, si dimostrano più inclini a creare confusione che a portare reale supporto, trasformando il teatro di guerra in un macabro palcoscenico di manovre politiche. In questo scenario surreale, la loro lotta per la sopravvivenza diventa anche una riflessione sull'assurdità del conflitto e sulla condizione umana.