Nel cuore pulsante di New York, Abel Ferrara si trasforma in una figura carismatica, ispirata dal genio provocatorio di Bukowski. È in un bar affollato che si svolge un reading che trasporta il pubblico in un viaggio intriso di sarcasmo e introspezione. Le parole di un racconto vintage, "My Big-Assed Mother", risuonano nell’aria e, mentre la voce di Ferrara si fa potente, le storie si materializzano davanti agli occhi degli astanti grazie all’estetica visiva di Taidelli. Un gioco di riflessi tra realtà e finzione si sviluppa, rivelando le tensioni fra desiderio e frustrazione che caratterizzano l'esistenza urbana. In questo ambiente vibrante e carico, i legami tra i personaggi si intrecciano, dando vita a conflitti profondi e sfumati.