

Anna, impiegata di front office, si ritrova a fronteggiare un ambiente lavorativo ostile. I suoi colleghi, un tempo compagni di chiacchiere e caffè, sembrano voltarle le spalle, escludendola da ogni interazione sociale. Ogni gesto di simpatia viene sostituito da sguardi indifferenti, mentre il suo spazio personale diventa un campo di battaglia, invaso e ignorato. A casa, la solitudine si fa sentire maggiormente, con la figlia Morgana come unica luce in un'esistenza offuscata. La crescente tensione tra la sua vita professionale e quella privata inizia a minare la sua stabilità emotiva, portandola a interrogarsi sul significato del rispetto e della connessione umana.