

In "Los Angeles Plays Itself", Thom Andersen esplora l'identità di Los Angeles attraverso il prisma del cinema. Utilizzando una vasta gamma di filmati, il documentario riflette su come la città è stata rappresentata nel corso degli anni, rivelando un dialogo tra la realtà e la finzione. Andersen invita gli spettatori a considerare non solo il paesaggio urbano, ma anche le storie e i personaggi che hanno dato vita a una metropoli complessa e sfaccettata. Il conflitto centrale emerge dall'analisi delle narrazioni cinematografiche che spesso distorcono la vera essenza della città per adattarsi a stereotipi e cliché. Con uno sguardo critico e poetico, il film si interroga su cosa significhi essere "losangelino" e su come la settima arte possa plasmare la nostra percezione di uno spazio così ricco di contraddizioni e storie non raccontate.