
Un intellettuale audace e provocatorio, Gualtiero Jacopetti si distingue come un cronista scomodo in un periodo di tumulto politico e sociale in Italia, dall'inizio della seconda guerra mondiale fino ai fermenti degli anni '70. Con la sua opera, che include titoli polemici come Mondo Cane e Africa Addio, egli sfida le convenzioni e le narrazioni dominanti, attirando su di sé le ire della critica che lo accusa di alimentare ideologie disturbanti. Attraverso la sua lente unica e controversa, il film esplora non solo il percorso di Jacopetti, ma anche il contesto di una nazione in cerca di identità, in cui il confine tra documentazione e provocazione diventa sempre più labile.