

Bologna, 1976. In un contesto di fervente attivismo e ideali in subbuglio, Radio Alice emerge come un faro di libertà per il movimento studentesco, sfidando le convenzioni del tempo. Tuttavia, mentre l'entusiasmo di molti contagia la città, Squalo e Pelo si ritrovano intrappolati in una routine che non riflette il fermento che li circonda. Le loro esistenze, scandite da momenti di svago e banalità quotidiana, li portano a confrontarsi con un mondo in trasformazione, mettendo in discussione le loro scelte e la loro identità. Una tensione latente si sviluppa, spingendoli a esplorare il significato di appartenenza e cambiamento in un periodo di grande tumulto.