

In un mondo dove le emozioni sono considerate un lusso da evitare, Elia, un psicanalista ebreo di mezza età, vive la sua vita circondato da fredda razionalità. Interpretato da Toni Servillo, il suo approccio professionale è caratterizzato da un distacco quasi glaciale, alimentato da una vita che si svolge in un monotono rituale. Anche i rapporti interpersonali, come quello con l'ex moglie Giovanna, si riducono a scambi superficiali e gesti quotidiani, come i vestiti da lavare o le serate al teatro, dove la passione è messa da parte. Tuttavia, il fragile equilibrio della sua esistenza viene spezzato da un piccolo malore, che lo costringe a rivalutare le sue abitudini. L'ironia della sorte lo porta a iscriversi in palestra, una mossa che lo catapulta in un universo di nuove relazioni e situazioni emotive inaspettate. Mentre affronta questa sfida fisica, Elia si ritrova a dover confrontarsi con le sue paure, i suoi desideri e, soprattutto, con quel velo di indifferenza che ha avvolto la sua vita per troppo tempo.