
La pellicola segue le esperienze di un giovane medico, che, travestito da semplice assistente, si trova a esplorare le inquietanti realtà di un istituto psichiatrico. Attraverso gli occhi di un uomo che scopre l'orrore dietro le mura del manicomio di Gorizia, il film mette in luce le pratiche disumane destinate a gestire i pazienti, dalla violenza fisica ai metodi invasivi. Con l'emergere di una nuova visione sulla salute mentale, il protagonista, ora alla guida della struttura, intraprende una lotta audace per trasformare radicalmente le modalità di cura, ponendo l'accento sulla dignità e il rispetto dei malati. Con il giardino dell'ospedale come simbolo di libertà, si opporrà a secoli di isolamento e repressione, dando inizio a un processo di cambiamento che potrebbe riscrivere il destino di molti.