

Nel 1941, un giovane soldato italiano si prepara a partire per un fronte lontano, intriso di alleanze e ideali che gli appaiono sempre più distanti. L’entusiasmo collettivo del convoglio, alimentato da canzoni e sogni di gloria, viene messo alla prova dai ricordi dolci e amari delle favole della madre russa, che lo seguono come ombre. A differenza dei suoi compagni, lui ha già assaporato il sapore amaro della guerra in Africa, e l’ansia lo attanaglia mentre il treno scivola attraverso paesaggi desolati e inclementi. Con l'arrivo del gelo, l’ottimismo vacilla, i volti si incupiscono e la bellezza della steppa ucraina si trasforma in un teatro di ombre e solitudine. I sogni di trionfo si riducono a desideri basilari: cercare rifugio dal freddo, un pasto caldo e, soprattutto, la speranza di un ritorno, in un mondo che pare sempre più lontano. Il paesaggio, lacerato dalla tormenta, si popola di reminiscenze e visioni inquietanti, costringendo il soldato a confrontarsi con la fragilità della vita e la dura realtà della guerra.