

Nel 1937, il giovane Giovanni Comini, accolto nel cuore del regime fascista grazie all'influenza del suo potente mentore, Achille Starace, si trova a ricoprire il prestigioso incarico di federale. La sua promozione, che lo rende il più giovane in Italia a vantarne il titolo, suscita scalpore e aspettative. Tuttavia, il suo compito non è affatto semplice: deve monitorare Gabriele D’Annunzio, la cui personalità affascinante ma inquieta inizia a rappresentare una minaccia per l’ordine stabilito direttamente dal Duce. Per Giovanni, questa missione si trasforma in una battaglia interiore, poiché la sua ammirazione per il carismatico “Vate” mette a rischio la sua lealtà verso il regime. La tensione tra ideali e obblighi si fa palpabile e ogni scelta potrebbe avere conseguenze impreviste.