

In un'opera audace e provocatoria, un regista contemporaneo si immerge nel labirinto delle rappresentazioni visive attinenti all'Olocausto, intrecciando un mosaico di frammenti tratti da oltre 3.000 produzioni cinematografiche e televisive dal 1938 a oggi. Il film si configura come un viaggio intellettuale che sfida i confini della narrazione tradizionale, mettendo in discussione le immagini che hanno plasmato l’immaginario collettivo riguardo a uno dei capitoli più bui della storia. Attraverso un montaggio caleidoscopico, si invita lo spettatore a esaminare le responsabilità etiche di chi racconta, sollecitando una profonda riflessione su come tali rappresentazioni influenzino la memoria e la coscienza collettiva.