

Nel cuore pulsante di Milano, precisamente il 16 agosto 1940, Fernanda Wittgens si ritrova a fare la storia. È la prima donna a conquistare la direzione della Pinacoteca di Brera, un traguardo che risuona come un eco di audacia in un'epoca segnata da rigidità e conformismo. Fin dall'infanzia, le sue domeniche erano dedicate a esplorare i tesori artistici della città al fianco del padre, scolpendo nel suo cuore un amore profondo per l'arte e la bellezza. La sua ascesa inizia nel 1928, quando incrocia il cammino di Ettore Modigliani, un faro di integrità nel mondo dell'arte, che la invita a unirsi alla squadra della Pinacoteca come operaia avventizia. Tuttavia, l'ombra del regime fascista incombe sull'istituzione: quando Modigliani viene rimosso per le sue posizioni antifasciste, Fernanda si trova a dover affrontare non solo la pressione di un sistema oppressivo, ma anche l'impegnativo compito di garantire la sopravvivenza della cultura in un periodo turbolento.