

Nell'inverno del 1934, Tatania Ivanoyne Zilenina, una funzionaria del partito comunista, si ritrova al centro di un intrigo politico quando il suo nome viene accostato a un gruppo di dissidenti. Nonostante la mancanza di prove tangibili, la sua intransigenza nel mantenere la propria innocenza le costa la libertà. Viene deportata in Siberia, lontana dal marito e dai due piccoli figli, mentre il gelo dell'ignoto si fa sempre più opprimente. Durante il viaggio, giunge l'eco della guerra che scoppia in Europa, un conflitto che costringe Tatania e le sue compagne a rivalutare la propria fedeltà a Stalin, mettendo in discussione le loro convinzioni e la necessità di salvaguardare il partito. La lotta per la sopravvivenza diventa un simbolo di resilienza e conflitto interiore in un mondo dove la lealtà è messa alla prova.