

Uscito da un lungo incubo di detenzione che è durato oltre due decenni, un barbiere si ritrova in un mondo che non riconosce più. La sua condanna, frutto di un gesto impulsivo scaturito da un tradimento amoroso, lo ha segnato profondamente e ora, di fronte alle ipocrisie e agli egoismi della vita quotidiana, percepisce la società come un labirinto senza uscita. In un atto di disperazione e riflessione, decide di ritornare nei confini familiari della prigione, cercando nella reclusione una sorta di pace interiore. Quella scelta lo porterà a confrontarsi con le sue paure e a interrogarsi sul significato della vera libertà.