

Rosi, un pioniere nell'arte cinematografica, ha forgiato un linguaggio visivo inedito, fondendo documentario e narrazione creativa. Attraverso una meticolosa analisi della cronaca italiana, ha esplorato la sinergia tra potere e criminalità, rendendo i suoi film un mosaico di realtà e verità scomode. La struttura non lineare delle sue opere permette di ricostruire un affresco storico, rivelando le ferite di un Paese segnato dalla corruzione. In questo viaggio, la figlia Carolina diventa la guida, mentre interviste a figure di spicco del panorama giuridico e culturale arricchiscono il ritratto di un artista che ha costretto le generazioni a interrogarsi sulla propria democrazia.