

Nel marzo del 1975, il campo di calcio della Cittadella di Parma diventa il palcoscenico di un incontro inaspettato, un evento che trascende la banalità di una semplice partita. Due cineasti iconici, le cui visioni artistiche sono agli antipodi, si contendono non solo la gloria ma anche la supremazia culturale in un'epoca di tumulto e innovazione. Da un lato, il sognatore Bernardo Bertolucci, dall'altro, il provocatore Pier Paolo Pasolini, ciascuno con il proprio seguito di attori e tecnici. La rivalità si intensifica, alimentata da tensioni creative e ideologiche, mentre le riprese dei loro film, Novecento e Salò o le 120 giornate di Sodoma, si intrecciano in una danza di rivalità e ambizioni. In questo contesto di passione e confronto, il campo di calcio diventa un simbolo di una lotta che va oltre il semplice intrattenimento, mettendo in gioco il futuro della settima arte.