Il Leone d’Oro va a Woman Unknown
Il premio più importante della Mostra, il Leone d’Oro per il miglior film, è andato a Woman Unknown (Kvinde Ukendt) della regista danese May el-Toukhy, una coproduzione tra Danimarca, Svezia e Lettonia. Il film ha conquistato anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, assegnata a Mathilde Arcel.
È un palmarès che premia quindi un'opera e una protagonista che hanno convinto la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal, affiancata da Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To.
Venezia 83: tutti i premi
Leone d’Oro – Miglior film: Woman Unknown di May el-Toukhy
Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria: Possible Love di Lee Chang-dong
Leone d’Argento – Migliore regia: Ilya Khrzhanovsky per Dau
Coppa Volpi – Migliore interpretazione femminile: Mathilde Arcel per Woman Unknown
Coppa Volpi – Migliore interpretazione maschile: John Malkovich per Wild Horse Nine di Martin McDonagh
Premio per la migliore sceneggiatura: Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per Un bon petit soldat
Premio Speciale della Giuria: Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor
Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Malou Khebizi per 15/18 (A Place to Heal) di Cédric Kahn.
Orizzonti
La sezione Orizzonti è dedicata alle nuove tendenze estetiche ed espressive del cinema contemporaneo. Anche qui il palmarès ha premiato opere provenienti da diversi Paesi e linguaggi.
Miglior film: Un détour par Diane (Diane in the Loop) di Ann Sirot e Raphaël Balboni
Migliore regia: Jacqueline Lentzou per A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra
Premio Speciale della Giuria: La maison du vent (House of the Wind) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu
Migliore attrice: Laleh Marzban per Moragheb (Falling House)
Miglior attore: Riccardo Scamarcio per I figli della scimmia di Tommaso Landucci
Migliore sceneggiatura: Tommaso Landucci e Damiano Femfert per I figli della scimmia
Miglior cortometraggio: Quelques instants de bonheur (A Few Moments of Happiness) di Shaden Safieddine Tazi.
Per il cinema italiano, il riconoscimento a Riccardo Scamarcio è uno dei risultati più significativi dell’edizione: l’attore ha conquistato il premio per la migliore interpretazione maschile di Orizzonti per I figli della scimmia.
Il Leone del Futuro
Il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis, dedicato a un’opera prima presentata nelle diverse sezioni della Mostra, è andato a La maison du vent (House of the Wind) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu.
Venezia Spotlight
Nella sezione Venezia Spotlight, dedicata a opere capaci di offrire uno sguardo particolarmente originale sul cinema contemporaneo, il Premio degli spettatori Armani Beauty è andato a Eu contez (I Matter) di Alina Șerban.
Venezia Classici
Tra i film restaurati di Venezia Classici, il premio per il miglior film restaurato è andato a La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini.
Il riconoscimento viene assegnato da una giuria composta da studenti dei corsi di cinema delle università italiane.
Venice Immersive
La Mostra guarda sempre più anche alle nuove forme di racconto audiovisivo. Nella sezione Venice Immersive, dedicata alle opere in realtà virtuale, aumentata e alle esperienze immersive, sono stati assegnati tre riconoscimenti principali:
Gran Premio: The Pigeon Ring di Shixin Tao e Yuqi Zhang
Premio Speciale della Giuria: Out of the Ashes di Rory Mitchell e Nonny De La Peña
Premio per la Realizzazione: Empire at Sea di Peter Flaherty.
E i Leoni d’Oro alla carriera?
L’edizione 2026 ha celebrato anche due grandi protagonisti della storia del cinema: George Clooney ed Ellen Burstyn, entrambi premiati con il Leone d’Oro alla carriera. Clooney ha ricevuto il riconoscimento come attore, regista e produttore, mentre Burstyn è stata celebrata per una carriera che attraversa oltre sei decenni di cinema.
Un’edizione tra grandi nomi e nuove voci
Il palmarès di Venezia 2026 mette insieme autori affermati come Lee Chang-dong, Ilya Khrzhanovsky e Martin McDonagh e registi e interpreti appartenenti a generazioni più giovani. Accanto al Leone d’Oro a Woman Unknown, trovano spazio cinema d’autore, opere prime, cortometraggi e nuove forme di racconto.
E forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti di un festival come Venezia: non soltanto premiare i film più attesi, ma contribuire a decidere quali storie, quali autori e quali linguaggi entreranno nel discorso cinematografico dei prossimi anni.

